Affitti Brevi in Liguria: Normativa 2026, CIR e Tassa di Soggiorno
La Liguria è una delle regioni più richieste d'Italia per gli affitti brevi: le Cinque Terre, Portofino, Camogli, la Riviera di Levante e di Ponente, Genova — un mercato vivace che attira ospiti da tutto il mondo. Ma se sei un host ligure, devi fare i conti con una normativa regionale precisa, con i regolamenti di alcuni dei Comuni più restrittivi d'Italia e con la tassa di soggiorno che varia sensibilmente da città a città.
In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere per gestire gli affitti brevi in Liguria nel 2026: dalla legge regionale al CIR, dagli adempimenti Alloggiati Web alla tassa di soggiorno nei principali Comuni.
La legge regionale sugli affitti brevi in Liguria
La Liguria disciplina le locazioni turistiche attraverso la Legge Regionale n. 1 del 2008(“Testo unico del turismo”) e le successive modifiche. Le strutture sono distinte in:
- Case vacanze: unità abitative locate per finalità turistiche, senza servizi alberghieri.
- Affittacamere: strutture con un massimo di 6 camere che offrono anche servizi di pulizia e cambio biancheria.
- Bed & Breakfast: gestiti direttamente dal proprietario che risiede nell'unità durante il soggiorno degli ospiti.
Gli affitti brevi “semplici” (locazioni fino a 30 giorni tra privati, senza servizi aggiuntivi) non rientrano nella classificazione delle strutture ricettive ma restano soggetti agli obblighi fiscali nazionali (cedolare secca, CIN, Alloggiati Web) e alle regole comunali in materia di tassa di soggiorno.
CIR: il Codice Identificativo Regionale in Liguria
La Liguria ha introdotto il Codice Identificativo Regionale (CIR) per le strutture ricettive extralberghiere. Il CIR si ottiene tramite il portale regionale Turismo Liguria e deve essere indicato in tutti gli annunci online (Airbnb, Booking.com, VRBO, sito diretto).
Dal 2021, l'assenza del CIR nell'annuncio può comportare sanzioni sia per l'host sia per la piattaforma. Parallelamente, dal 2024 vige l'obbligo del CIN nazionale(Codice Identificativo Nazionale), rilasciato dal Ministero del Turismo tramite la piattaforma BDSR. CIR e CIN devono coesistere: vanno esposti entrambi in annuncio e sulla porta dell'alloggio.
Per i dettagli sul CIN, consulta la nostra guida al Codice Identificativo Nazionale.
Adempimenti obbligatori per gli host liguri
Indipendentemente dal tipo di struttura, ogni host in Liguria deve:
- Comunicare le presenze ad Alloggiati Web: entro 24 ore dall'arrivo, i dati di ciascun ospite (documento d'identità, nazionalità, date di soggiorno) vanno trasmessi alla Questura attraverso il portale della Polizia di Stato. L'obbligo vale per tutti gli alloggi, anche quelli in gestione completamente autonoma.
- Comunicare le presenze ISTAT: ogni mese vanno comunicati i dati statistici di arrivi e presenze attraverso il portale regionale o provinciale competente.
- Riscuotere e versare la tassa di soggiorno(dove prevista): il Comune stabilisce aliquota, modalità e scadenze di versamento.
- Applicare il CIN/CIRin annuncio e sulla porta dell'alloggio.
- Rispettare i requisiti di sicurezza (impianti elettrici e gas a norma, estintore, piano di evacuazione) previsti dal Codice del Turismo e dai regolamenti comunali.
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Scopri GuestSuiteTassa di soggiorno in Liguria: i principali Comuni
La tassa di soggiorno in Liguria varia considerevolmente. Di seguito le tariffe aggiornate al 2026 per i principali Comuni turistici (verifica sempre il sito del Comune per eventuali aggiornamenti):
- Genova: 2,00–3,00 € per persona a notte in base alla categoria della struttura. Esentati i minori di 10 anni e i residenti.
- Comuni delle Cinque Terre(Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso): 1,50–2,50 € per persona a notte. Alcuni Comuni applicano una maggiorazione durante la stagione estiva (luglio–agosto).
- Portofino: tra le tariffe più alte della regione, fino a 5,00 € per persona a notte nelle strutture di maggiore categoria.
- Rapallo e Santa Margherita Ligure: 2,00–3,00 € per persona a notte.
- Lerici e La Spezia: 1,50–2,00 € per persona a notte.
- Sanremo e Imperia: 2,00–3,00 € per persona a notte, con variazioni per periodo e tipo di struttura.
- Alassio e Albenga: 1,50–2,50 € per persona a notte.
Le piattaforme come Airbnb e Booking.com riscuotono automaticamente la tassa di soggiorno in molti Comuni liguri. Tuttavia, è tua responsabilità verificare che l'importo riscosso sia corretto e versarlo alle scadenze previste. Per approfondire, leggi la nostra guida su come versare la tassa di soggiorno ai Comuni.
Le Cinque Terre: il Comune con le regole più restrittive
Le Cinque Terre meritano un paragrafo a parte. L'overtourism ha spinto diversi Comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre a introdurre misure straordinarie per limitare gli affitti brevi. Tra le restrizioni attive o in discussione nel 2026:
- Limite al numero di strutture: alcuni Comuni valutano di contingentare il numero di alloggi autorizzati per affitto breve nei centri storici.
- Cambio di destinazione d'uso: in alcune zone, trasformare un alloggio da residenziale a turistico richiede un'apposita autorizzazione comunale.
- Contributi di accesso al Parco: non riguardano direttamente gli host, ma incidono sulla percezione degli ospiti e sulla domanda.
Se hai un alloggio nelle Cinque Terre, è fondamentale verificare direttamente presso il Comune (o lo Sportello Unico per le Attività Produttive, SUAP) le regole in vigore prima di pubblicare o rinnovare un annuncio. Le sanzioni per esercizio abusivo di struttura ricettiva possono essere pesanti.
SCIA e procedura di avvio in Liguria
Per aprire un affittacamere o una casa vacanze in forma imprenditoriale in Liguria occorre presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico del Comune competente. La SCIA va corredata da:
- Planimetria dell'unità immobiliare
- Conformità urbanistica e catastale
- Dichiarazione di agibilità
- Certificati di conformità degli impianti elettrici e del gas
- Documentazione antiincendio (ove richiesta dalla metratura)
Per i privati non imprenditoriche affittano per brevi periodi (fino a 30 giorni), la SCIA non è sempre obbligatoria, ma è necessario comunque registrarsi per il CIN e rispettare tutti gli obblighi fiscali e di pubblica sicurezza. Consulta uno sportello SUAP o un consulente del turismo per la situazione specifica del tuo Comune.
Aspetti fiscali: cedolare secca e ritenuta acconto
Sul fronte fiscale, gli host in Liguria seguono le regole nazionali:
- Cedolare secca al 26%(21% per il primo immobile locato) per i proventi da locazioni brevi di unità abitative e stanze.
- Ritenuta d'acconto del 21%applicata da Airbnb, Booking.com e altri intermediari sui pagamenti erogati all'host. La ritenuta viene poi scomputata in dichiarazione dei redditi.
- Regime forfettario o ordinarioper chi svolge l'attività in forma imprenditoriale con partita IVA.
Per una panoramica fiscale completa, consulta la nostra guida fiscale agli affitti brevi 2026. Per qualsiasi dubbio sulle specificità locali, rivolgiti a un commercialista esperto nel settore turistico ligure.
Consigli pratici per gli host in Liguria
- Verifica il regolamento del tuo Comuneogni anno: le norme sugli affitti brevi cambiano rapidamente, soprattutto nelle mete più inflazionate.
- Tieni aggiornato il CIRe assicurati che sia visibile sia nell'annuncio online sia all'ingresso dell'alloggio.
- Automatizza la trasmissione ad Alloggiati Web: con oltre una decina di ospiti al mese, farlo manualmente diventa un errore facile. Esistono strumenti gestionali che inviano i dati automaticamente al portale della Questura, riducendo il rischio di dimenticare la comunicazione entro le 24 ore.
- Controlla il versamento della tassa di soggiornoanche quando la piattaforma la riscuote per tuo conto: l'obbligo legale rimane in capo a te.
- Considera l'assicurazione specifica per affitti brevi: la polizza abitazione standard non copre i danni causati da ospiti paganti.