Affitti Brevi a Bari: Normativa, CIR Puglia e Obblighi 2026
Bari è la porta del Sud: porto, Muraglia, centro storico medievale e una crescente domanda turistica che negli ultimi anni ha trasformato il capoluogo pugliese in una delle mete più ricercate del Mezzogiorno. Se hai un appartamento a Bari — nella Città Vecchia, in Murat, a Japigia o in qualsiasi altro quartiere — questa guida ti spiega come metterti in regola con la normativa vigente nel 2026 per gli affitti brevi.
CIN: il Codice Identificativo Nazionale, obbligatorio dal 2024
La legge n. 191/2023 ha introdotto il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per tutte le unità immobiliari destinate ad affitto breve o locazione turistica in Italia. Nessuna eccezione territoriale: l'obbligo vale anche a Bari. Il CIN si richiede tramite il portale BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo e deve essere:
- esposto fisicamente all'esterno dell'unità immobiliare;
- inserito in ogni annuncio su piattaforme online (Airbnb, Booking.com, Vrbo, sito proprio, ecc.);
- comunicato all'ospite prima del check-in.
Le sanzioni per mancata esposizione o inserimento vanno da 800 a 8.000 euro per violazione. Per il procedimento completo di richiesta, leggi la nostra guida al CIN codice identificativo nazionale.
CIR Puglia: il codice identificativo regionale
Oltre al CIN, la Regione Puglia prevede il CIR (Codice Identificativo Regionale) per le strutture ricettive extralberghiere, comprese le locazioni turistiche e le case vacanze. La normativa di riferimento è la L.R. Puglia n. 11/1999 e successive modifiche, che classifica le tipologie di strutture e definisce i requisiti per l'esercizio.
Il CIR si ottiene registrando la struttura sul portale del Dipartimento Turismo della Regione Puglia. Una volta assegnato, va inserito in tutti gli annunci insieme al CIN. Verifica presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Bari se sono previste ulteriori comunicazioni a livello municipale, in quanto i regolamenti comunali possono integrare la disciplina regionale.
Tassa di soggiorno a Bari
Il Comune di Bari applica l'imposta di soggiorno sulle strutture ricettive, inclusi gli appartamenti in affitto breve e le case vacanze. La misura è deliberata dal Consiglio Comunale e si aggiorna periodicamente: controlla sempre il sito del Comune di Bari (comune.bari.it) o il portale dei servizi tributari per l'importo aggiornato e le modalità di versamento in vigore.
In linea generale:
- L'imposta è dovuta per persona per notte, con importi differenziati per tipologia di struttura.
- Si applica solitamente fino a un massimo di 7–10 notti consecutive per lo stesso soggiorno.
- L'host è sostituto d'imposta: riscuote la tassa dall'ospite e la versa al Comune con cadenza mensile o trimestrale.
- Sono generalmente esenti i minori di 12–14 anni (verifica la soglia aggiornata) e, in alcuni Comuni, le persone con disabilità.
Per una panoramica sulle regole generali di gestione, consulta la nostra guida alla tassa di soggiorno per host.
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Scopri GuestSuiteAlloggiati Web: la comunicazione alla Questura
In tutta Italia — e quindi anche a Bari — chi ospita persone anche per una sola notte è tenuto a comunicare i dati degli ospiti alla Questura tramite il portale Alloggiati Webdel Ministero dell'Interno. I punti essenziali:
- La comunicazione va effettuata entro 24 ore dall'arrivo (preferibilmente prima).
- Per ogni ospite servono: nome, cognome, data di nascita, luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero di documento.
- Per gli stranieri extra-UE è obbligatorio il passaporto o il titolo di viaggio equivalente.
- La mancata comunicazione costituisce reato ai sensi dell'art. 109 del TULPS.
Oggi i software gestionali per affitti brevi integrano direttamente l'invio ad Alloggiati Web, azzerando i rischi di dimenticanze e riducendo il tempo dedicato all'adempimento.
SCIA e autorizzazioni per case vacanze e B&B a Bari
La distinzione fondamentale è tra attività non imprenditoriale e attività imprenditoriale:
- Locazione turistica non imprenditoriale: persona fisica che affitta per periodi non superiori a 30 giorni senza offrire servizi aggiuntivi (colazione, cambio biancheria periodico, reception attiva). In genere sufficiente registrazione CIN + CIR, senza SCIA. Verifica sempre con il SUAP del Comune.
- Casa vacanze o B&B in forma imprenditoriale: richiede la SCIA presentata allo Sportello SUAP del Comune di Bari, iscrizione al Registro delle Imprese e apertura di partita IVA.
Se sei incerto sulla tua posizione, rivolgiti a un commercialista esperto in normativa turistica o allo sportello SUAP del Municipio di competenza.
Normativa regionale Puglia per strutture ricettive
La L.R. Puglia n. 11/1999 “Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere” classifica le strutture in:
- Case vacanze: immobili arredati concessi in locazione ai turisti per periodi non superiori a 30 giorni, senza fornitura di servizi aggiuntivi. Per chi affitta fino a 2 unità immobiliari di proprietà senza carattere d'impresa, non è richiesta la partita IVA.
- Bed & Breakfast: attività ricettiva in abitazione privata con fornitura di pernottamento e prima colazione, a conduzione familiare. Il numero massimo di camere è fissato dalla normativa regionale; superata la soglia l'attività acquisisce carattere imprenditoriale.
- Affittacamere: strutture con più camere ammobiliate, generalmente richiedono iscrizione alla Camera di Commercio e SCIA.
Adempimenti fiscali: cedolare secca e ritenuta
Per le locazioni brevi (contratti fino a 30 giorni) stipulate da persone fisiche al di fuori dell'esercizio d'impresa, la tassazione di favore è la cedolare secca al 21% (26% dal secondo immobile destinato ad affitti brevi, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024). Optando per la cedolare, i redditi da locazione turistica non concorrono alla formazione del reddito IRPEF ordinario.
Le piattaforme come Airbnb e Booking.com applicano automaticamente una ritenuta d'acconto del 21% che va poi scomputata in dichiarazione. Per approfondire la gestione fiscale, leggi cedolare secca vs ritenuta d'acconto negli affitti brevi.
Prospettive normative a Bari
Bari non ha ancora adottato limitazioni al numero di notti affittabili né restrizioni di zona per gli affitti brevi, a differenza di Firenze (limite 90 notti nel centro storico). Tuttavia il tema è al centro del dibattito politico nazionale: le normative possono cambiare. È buona abitudine monitorare le delibere comunali e la legislazione regionale pugliese, soprattutto per il centro storico.
Per un confronto con il quadro normativo regionale, leggi la nostra guida agli affitti brevi in Puglia.