Affitti Brevi in Puglia: Normativa 2026, CIR e Tassa di Soggiorno
La Puglia è diventata negli ultimi anni una delle regioni italiane con la crescita più rapida nel settore degli affitti brevi: Bari, Lecce, Ostuni, la Valle d'Itria con i trulli e le masserie, il Gargano, il Salento. Un territorio variegato che attira turisti italiani e stranieri per buona parte dell'anno.
Ma gestire un affitto breve in Puglia nel 2026 significa fare i conti con una normativa regionale specifica, adempimenti burocratici e una tassa di soggiorno che varia sensibilmente da Comune a Comune. In questa guida hai tutto quello che ti serve.
Normativa regionale: la L.R. 11/1999 e gli aggiornamenti
Le strutture ricettive extralberghiere pugliesi sono disciplinate dalla Legge Regionale n. 11 del 1999“Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere” e dai successivi regolamenti attuativi, aggiornati più volte nel corso degli anni.
Per i privati che affittano immobili a uso turistico, la distinzione fondamentale è sempre tra:
- Locazione turistica non imprenditoriale:max 3 unità abitative, nessun servizio aggiuntivo (colazione, pulizie incluse, reception), gestione non continuativa. Nessuna SCIA richiesta, solo CIN nazionale e comunicazione ospiti alla questura.
- Casa vacanze: se superi i 3 appartamenti, fornisci servizi ricettivi o gestisci in modo professionale e continuativo, sei una casa vacanze e hai bisogno della SCIA al SUAP del Comune.
- Masseria turistica / agriturismo:categoria specifica pugliese con requisiti e agevolazioni proprie. Se gestisci una masseria, verifica le norme specifiche della L.R. 4/2003 sull'agriturismo pugliese.
CIN e codice regionale pugliese
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale)è obbligatorio dal 2024 per tutti gli host italiani e deve essere esposto negli annunci e all'ingresso dell'immobile. In Puglia, il portale regionale di riferimento per le strutture ricettive è il Sistema Informativo Turismo Puglia (SITUR).
Con l'entrata a regime del CIN nazionale, il SITUR funge principalmente da punto di raccolta dei dati statistici. Tuttavia alcune strutture (case vacanze con SCIA) devono ancora iscriversi nel registro regionale pugliese, oltre a ottenere il CIN. Verifica con il SUAP del tuo Comune cosa è richiesto nella tua specifica situazione.
Alloggiati Web: obblighi e scadenze
Come in tutta Italia, tutti gli host pugliesi devono comunicare i dati degli ospiti alla questura entro 24 ore dall'arrivo tramite il portale Alloggiati Webdella Polizia di Stato. L'obbligo vale indipendentemente dalla tipologia struttura e dal numero di notti.
L'estate pugliese è caratterizzata da turnover rapidi e prenotazioni last minute: chi gestisce più appartamenti in alta stagione si trova a fare decine di comunicazioni a settimana. Un gestionale che automatizza l'invio dei dati ad Alloggiati Web è praticamente indispensabile per non incappare in omissioni.
Per i dettagli tecnici sulla procedura di invio e la correzione di errori, consulta la nostra guida sucome correggere errori di trasmissione su Alloggiati Web.
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Scopri GuestSuiteTassa di soggiorno in Puglia: quanto si paga
La tassa di soggiorno in Puglia non è uniforme: ogni Comune la stabilisce autonomamente con propria delibera. Di seguito una panoramica dei principali centri turistici aggiornata al 2026:
- Bari:2,00 € a persona per notte per appartamenti e B&B. Esenzione per minori di 14 anni e pernottamenti superiori a 5 notti.
- Lecce:1,00–2,00 € per notte. Maggiore nei mesi estivi (luglio–agosto).
- Ostuni:1,50–2,50 € per notte; applicata principalmente nel periodo aprile–ottobre.
- Alberobello:2,00 € per notte (inclusi i trulli).
- Polignano a Mare:2,00 € per notte in alta stagione.
- Gallipoli, Otranto, Santa Maria di Leuca:importi variabili tra 1,00 e 2,00 € per notte.
- Vieste e Peschici (Gargano):1,00–2,00 € in alta stagione.
Verifica sempre la delibera vigente sul sito del tuo Comune: gli importi vengono aggiornati annualmente e le esenzioni variano.
I trulli e le masserie: regole speciali
La Puglia ha delle categorie ricettive uniche:
- Trulli abitativi:se il tuo trullo è classificato come abitazione privata, rientra nel regime delle locazioni turistiche ordinarie. Se lo hai convertito in struttura ricettiva autonoma, potrebbero applicarsi norme specifiche del piano regolatore di Alberobello (Patrimonio UNESCO) che limitano le modifiche strutturali. Consulta il Comune.
- Masserie:le masserie con attività agrituristica hanno un regime fiscale agevolato (IVA agevolata, deduzioni) ma devono rispettare i requisiti della L.R. 4/2003: almeno il 30% del fatturato deve provenire dall'attività agricola. La sola ospitalità senza agricoltura è una casa vacanze normale.
Aspetti fiscali per gli host pugliesi
Le opzioni fiscali per gli host in Puglia seguono le regole nazionali:
- Cedolare secca 21% (primo appartamento) e 26% (dal secondo in poi):la scelta più diffusa per locazioni brevi non imprenditoriali. Semplice, conveniente, nessun obbligo di fatturazione.
- IRPEF ordinaria: conviene raramente rispetto alla cedolare secca, a meno che non si abbiano molte deduzioni.
- Regime forfettario + P.IVA:obbligatorio se l'attività è imprenditoriale (casa vacanze con SCIA, agriturismo, strutture con dipendenti). Con ricavi sotto i 85.000 € la flat tax al 15% può essere vantaggiosa.
L'alta stagionalità pugliese porta molti host a concentrare la maggior parte dei ricavi in 2–3 mesi. Questo non cambia il regime fiscale applicabile, ma è importante tenerlo presente per la pianificazione finanziaria e per il versamento degli acconti IRPEF. Consulta sempre un commercialista per la situazione specifica.
Checklist adempimenti per host in Puglia
- Ottieni il CIN nazionale dal portale BDSR.
- Iscriviti al SITUR (portale regionale) se richiesto dalla tua categoria.
- Se necessario, presenta la SCIA al SUAP del tuo Comune.
- Attiva l'account su Alloggiati Web e comunica i dati ospiti entro 24 ore.
- Registrati per la riscossione della tassa di soggiorno presso il Comune.
- Esponi il CIN in tutti gli annunci e all'ingresso dell'immobile.
- Scegli il regime fiscale con un commercialista (cedolare secca, forfettario, ecc.).
- Se gestisci una masseria agrituristica, verifica il rispetto del requisito del 30% di attività agricola.