Costi Fissi e Variabili di un Affitto Breve: Come Calcolarli per Guadagnare Davvero
“Guadagno 2.000 euro al mese con l'affitto breve.” Ma è davvero così? Quanti host confondono i ricavi lordi con il guadagno reale? Conoscere la differenza tra costi fissi e costi variabili è il primo passo per capirequanto guadagni davvero per ogni notte occupata e per prendere decisioni consapevoli su prezzi, occupancy e investimenti.
In questa guida analizziamo le due categorie di costo di un affitto breve, con esempi pratici e un metodo semplice per calcolare il tuo margine effettivo.
Costi fissi: quello che paghi anche se sei vuoto
I costi fissi sono quelli che sostieni indipendentemente da quante notti occupi nel mese. Non importa se hai 30 notti prenotate o zero: queste voci si presentano comunque sul tuo conto corrente.
Le principali voci di costo fisso
- Affitto o mutuo:se l'appartamento non è di tua proprietà, il canone di affitto è il costo fisso più importante. Se hai un mutuo, la rata mensile va considerata allo stesso modo. È il tetto di costo che devi coprire prima ancora di guadagnare qualcosa.
- TARI (tassa sui rifiuti): si paga su base annuale, spesso in due o tre rate. Va ripartita mensilmente per avere un quadro accurato.
- IMU (se applicabile):per le abitazioni non principali l'IMU è una voce fissa annuale da considerare nel budget.
- Assicurazione:la polizza specifica per locazione turistica ha un costo annuale fisso. Non averla è un risparmio illusorio: un danno non coperto può azzerare mesi di guadagni.
- Abbonamenti e software: le piattaforme di gestione, i channel manager, i tool di dynamic pricing con abbonamento mensile fisso.
- Connessione internet:il costo del WiFi è fisso e non dipende dal numero di ospiti.
- Ammortamento arredi e attrezzature:frigo, lavatrice, letti, TV, caldaia: hanno una vita utile e un costo di sostituzione. Accantonare una quota mensile (anche solo 50–100 €) evita di trovarsi impreparati davanti a una spesa improvvisa.
- Quote condominiali:se l'immobile è in un condominio, le spese ordinarie sono fisse ogni trimestre o bimestre.
Costi variabili: quello che paghi in base all'occupazione
I costi variabili crescono proporzionalmente al numero di prenotazioni e al numero di ospiti. Quando sei vuoto non li sostieni (o li sostieni in misura minima).
Le principali voci di costo variabile
- Pulizie:è il costo variabile più significativo per quasi tutti gli host. Ogni cambio ospite è una pulizia. Il costo dipende dalla dimensione della struttura e da chi la fa (tu, una collaboratrice esterna, un'agenzia). Può variare da 20 a 150 € per cambio.
- Lavatrice e biancheria:ogni cambio significa un giro di lavatrice (o un servizio di lavanderia esternalizzato). Conta anche l'usura delle lenzuola e degli asciugamani, che vanno sostituiti periodicamente.
- Commissioni OTA:Airbnb trattiene in media il 3% sull'host (split fee) o il 15% (host-only fee). Booking.com tra il 10 e il 18%. Queste commissioni sono strettamente variabili: più prenoti, più paghi.
- Consumabili per gli ospiti: sapone, shampoo, carta igienica, caffè, zucchero, sacchetti. Crescono con il numero di check-in.
- Utenze (in parte): luce, gas e acqua hanno una componente fissa (il canone) e una variabile (i consumi effettivi). La componente variabile cresce con gli ospiti: docce, lavatrice, aria condizionata, cucina.
- Tassa di soggiorno:in molti Comuni si paga per ogni notte di soggiorno e per ogni ospite. È strettamente variabile e (dovrebbe essere) raccolta dall'host per conto del Comune.
- Piccoli interventi di manutenzione:sostituzione di una lampadina, riparazione di una serratura, acquisto di un cuscino nuovo. Non sono prevedibili singolarmente, ma in media rappresentano una quota costante del fatturato (di solito 3–5%).
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Scopri GuestSuiteCome calcolare il tuo break-even per notte
Conoscere i tuoi costi fissi mensili ti permette di calcolare il prezzo minimo per notte sotto cui non puoi scendere senza perdere denaro. La formula è semplice:
Break-even per notte = Costi fissi mensili ÷ Notti occupate target
Esempio pratico:
- Affitto: 800 €/mese
- TARI mensile: 25 €
- Assicurazione mensile: 30 €
- WiFi: 30 €
- Software gestionale: 20 €
- Ammortamento arredi: 60 €
- Totale costi fissi: 965 €/mese
Se punti a 20 notti occupate al mese, il break-even per notte (solo per coprire i fissi) è 48 €. Sopra i 48 € devi ancora coprire i costi variabili per notte (pulizie, consumabili, commissioni OTA) e poi inizia il margine netto. Se una pulizia costa 40 € e le commissioni OTA sono il 15% di 80 € (prezzo notte) = 12 €, allora il costo variabile per notte occupata è circa 55 €. Con 80 € di tariffa, il margine su quella notte è 80 - 48 (quota fissa) - 55 (variabile) = -23 €. Il prezzo è troppo basso.
Questo esercizio — semplice ma raramente fatto — rivela perché molti host guadagnano meno di quanto pensano. Per un metodo più completo, leggi anche la guida su come gestire il cash flow negli affitti brevi.
Costi fissi vs variabili: quale categoria ottimizzare prima
La risposta dipende dalla tua situazione:
- Se sei a bassa occupazione:i costi fissi pesano enormemente su ogni singola notte occupata. La priorità è aumentare l'occupancy (e quindi spalmare i fissi su più notti) prima di tagliare i variabili.
- Se sei ad alta occupazione:i costi variabili diventano la voce dominante. Vale la pena ottimizzare le pulizie (negoziare tariffe migliori, formare bene il team), ridurre i consumabili costosi, valutare piattaforme OTA con commissioni più basse o investire in prenotazioni dirette.
- Sempre:negozia i costi fissi periodicamente. Il canone di affitto, le spese condominiali, i pacchetti assicurativi possono essere rinegoziati o ottimizzati. Un risparmio fisso di 100 €/mese vale quanto 1–2 notti extra di occupazione.
Un foglio di calcolo per tenere tutto sotto controllo
Il modo più semplice per iniziare è un foglio di calcolo con due colonne: costi fissi (mensili) e costi variabili (per cambio ospite). Aggiornalo ogni mese con i valori reali, non stimati, e confronta con i ricavi lordi della stessa settimana.
Dopo 3 mesi avrai dati sufficienti per capire:
- Qual è il tuo margine netto per notte (non il fatturato, il margine)
- Quale prezzo minimo puoi praticare senza perdere
- Quale occupazione mensile ti serve per raggiungere un guadagno target
- Dove si nascondono i costi che non avevi considerato
Esistono gestionali per affitti brevi che integrano questa analisi automaticamente: tracciano i ricavi per prenotazione, deducono i costi operativi configurati e mostrano il margine netto in tempo reale. È uno dei modi più efficaci per smettere di lavorare “a sensazione” e iniziare a gestire la struttura come un business. Per capire se la tua struttura è davvero profittevole, leggi anche la nostra guida sucome calcolare il break-even di un affitto breve.