CIR: Il Codice Identificativo Regionale per Affitti Brevi
Con l'introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) a livello statale, molti host si chiedono cosa sia il CIRe se sia ancora necessario. La risposta dipende dalla regione in cui operi: in alcune regioni italiane, il CIR — Codice Identificativo Regionale — precedeva il CIN e in alcuni casi coesiste ancora con esso. Capire la differenza è fondamentale per essere in regola e per pubblicare i tuoi annunci senza problemi.
CIR vs CIN: qual è la differenza
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale)è stato introdotto dalla Legge 191/2023 (conversione del DL Anticipi) ed è obbligatorio su tutto il territorio italiano dal settembre 2024. Viene rilasciato dal Ministero del Turismo tramite la piattaforma BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive) e deve essere esposto sull'annuncio.
Il CIR (Codice Identificativo di Riferimento), detto anche codice identificativo regionale, era invece un sistema già adottato da alcune regioni prima del CIN nazionale: in particolare Lombardia, Puglia, Veneto, Piemonte e alcune altre. Questi sistemi regionali avevano formati e procedure diverse.
Il CIR in Lombardia: il caso più noto
La Lombardia è stata la prima regione a introdurre l'obbligo di CIR per gli affitti brevi, con la LR 27/2015. Il codice è rilasciato tramite il portale regionale SIRED ed è obbligatorio per tutti i locatori. Il formato tipico è: IT-codice_comune-tipo_struttura-numero_progressivo.
Con l'introduzione del CIN nazionale, la Lombardia ha mantenuto il CIR regionale in parallelo: fino a indicazioni diverse, gli operatori lombardi devono esporre entrambi i codici (CIN e CIR) nei propri annunci.
Situazione nelle altre regioni
- Veneto:il codice identificativo regionale (CIR) è richiesto dalla LR 11/2013. Anche qui coesistenza con il CIN nazionale.
- Puglia: sistema di codifica regionale attivo, in fase di allineamento con il CIN.
- Toscana, Lazio, Campania e altre: nessun CIR preesistente; solo CIN nazionale.
- Province autonome (Trento e Bolzano): sistemi di registrazione propri, verificare la normativa provinciale specifica.
Come ottenere il CIR (dove ancora necessario)
In Lombardia, la procedura è la seguente:
- Accedi al portale SIRED Lombardia (sired.regione.lombardia.it)
- Registrati con SPID o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
- Compila la scheda della struttura con tutti i dati richiesti
- Indica tipologia (affittacamere, casa vacanze, ecc.), capacità, dotazioni
- Il sistema rilascia il CIR immediatamente dopo la compilazione
In Veneto, la procedura è analoga attraverso il portale regionale della Regione Veneto. Verifica sempre il portale della tua regione per le procedure aggiornate.
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Scopri GuestSuiteDove esporre il CIR
Analogamente al CIN, il CIR deve essere esposto:
- In tutti gli annunci pubblicati su piattaforme (Airbnb, Booking.com, VRBO, ecc.)
- Sul sito web personale della struttura, se presente
- Nei contratti di locazione stipulati con gli ospiti
- All'ingresso della struttura (in alcune regioni, anche fisicamente)
Sanzioni per mancato rispetto
Le sanzioni per chi non espone il CIR (dove obbligatorio) variano per regione ma sono significative: in Lombardia, le sanzioni amministrative partono da 500 euro fino a diversi migliaia di euro per le infrazioni più gravi o reiterate. Le piattaforme possono anche rimuovere gli annunci sprovvisti dei codici obbligatori.
CIN e CIR: doppio codice, doppio obbligo
Se operi in una regione con CIR preesistente, per il momento devi gestire entrambi:
- CIN nazionale: ottenuto tramite il portale BDSR del Ministero del Turismo. Vedi la nostra guida completa al CIN.
- CIR regionale: ottenuto tramite il portale della tua regione, con procedure specifiche.
Entrambi devono comparire in tutti gli annunci. Airbnb e Booking.com hanno aggiornato i loro sistemi per includere campi dedicati a entrambi i codici.
Come tenersi aggiornati
La normativa sugli affitti brevi in Italia evolve rapidamente. Per non perdere aggiornamenti su CIN, CIR e altri adempimenti burocratici, segui il sito del Ministero del Turismo, i comunicati della tua regione e le newsletter delle associazioni di categoria (Federalberghi, AIGAB). Oppure leggi la nostra sezione dedicata alla normativa aggiornata.