Tutto quello che devi sapere sul Codice Identificativo Nazionale: obblighi, procedura, cedolare secca e come GuestSuite ti semplifica la gestione.
Il Codice Identificativo Nazionale (CIN)è il pilastro della nuova normativa italiana sugli affitti brevi, introdotto dal Decreto Legge 145/2023 e reso pienamente operativo nel 2024. Nel 2026, il CIN è obbligatorio per chiunque offra alloggi in locazione breve (fino a 30 giorni) o gestisca strutture ricettive non alberghiere come B&B, case vacanza e affittacamere.
Il CIN viene assegnato dalla BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo e ha un formato standardizzato: IT+ codice ISTAT del comune + codice alfanumerico univoco. Ogni immobile destinato a locazione breve deve averne uno, anche se di proprietà dello stesso titolare.
Il regime della cedolare seccaconsente di pagare un'imposta sostitutiva fissa anziché l'IRPEF ordinaria sul reddito da locazione. Le aliquote nel 2026 sono:
La cedolare secca sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e imposta di registro. Le piattaforme come Airbnb e Booking.com operano come sostituti d'imposta, trattenendo il 21% alla fonte sui canoni intermediati.
A livello nazionale, la locazione breveè definita come un contratto di durata non superiore a 30 giorni, anche non consecutivi, stipulato da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa.
Alcuni comuni hanno introdotto o stanno valutando limiti aggiuntivi. È fondamentale verificare le ordinanze locali del proprio comune, poiché le regole possono variare significativamente da città a città.
Per ottenere e mantenere il CIN, l'immobile deve rispettare specifici requisiti di sicurezza:
La conformità viene autocertificata dal titolare al momento della registrazione sulla BDSR. Controlli a campione possono essere effettuati dalle autorità competenti.
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Inizia gratisIl CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco assegnato a ogni struttura ricettiva e immobile destinato ad affitto breve in Italia. Introdotto dal D.L. 145/2023, serve a garantire trasparenza, tracciabilità fiscale e sicurezza nel settore degli affitti brevi.
Devono richiedere il CIN tutti i titolari di strutture ricettive (B&B, case vacanza, affittacamere) e i proprietari/gestori di immobili destinati a locazione breve (fino a 30 giorni). L'obbligo riguarda sia le persone fisiche che le società.
Il CIN si richiede online attraverso la BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo. Serve SPID o CIE per l'accesso. Dopo la registrazione e la verifica dei dati, il codice viene assegnato automaticamente.
Il CIN deve essere esposto all'esterno dell'immobile, in modo visibile, e deve comparire in ogni annuncio pubblicato su piattaforme come Airbnb, Booking.com e siti propri. Le piattaforme sono obbligate a verificarne la presenza.
Le sanzioni per assenza del CIN vanno da 800 a 8.000 euro. La mancata esposizione comporta sanzioni da 500 a 5.000 euro. In caso di recidiva, le sanzioni vengono raddoppiate e può essere disposta la sospensione dell'attività.
La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che prevede un'aliquota fissa del 21% sul canone di locazione (26% dal secondo immobile in poi). Sostituisce IRPEF, addizionali e imposta di registro. È applicabile alle locazioni brevi di immobili residenziali.
A livello nazionale, la locazione breve non può superare i 30 giorni continuativi. Alcuni comuni (come Firenze, Venezia e Roma) hanno introdotto o stanno valutando limiti aggiuntivi sul numero totale di giorni di locazione annui.
Ultimo aggiornamento: febbraio 2026. Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale.