Contratto di Co-Hosting per Affitti Brevi: Come Strutturarlo e Cosa Deve Contenere
Il co-hosting è diventato una delle soluzioni più diffuse nel mondo degli affitti brevi italiani: il proprietario dell'immobile delega a un co-host la gestione operativa (check-in, pulizie, comunicazione con gli ospiti, Alloggiati Web) in cambio di una percentuale sui ricavi. Ma come si formalizza questo accordo? Cosa deve contenere un contratto di co-hosting per essere valido e tutelare entrambe le parti?
In questa guida analizziamo la struttura tipica di un contratto di co-hosting, i punti critici da non dimenticare e gli errori più comuni.
Co-hosting vs property management: quale differenza?
Prima di parlare del contratto, è importante chiarire la distinzione:
- Co-host:gestisce operativamente la struttura (accoglienza, pulizie, comunicazione) ma l'annuncio rimane sul profilo del proprietario. È spesso una figura di fiducia (amico, familiare, vicino di casa). Il rapporto è più informale.
- Property manager:gestisce l'immobile in modo professionale, spesso con il proprio account Airbnb/Booking, come servizio a pagamento strutturato. Ha di solito una partita IVA e un contratto di gestione formale.
Questa guida si concentra sul co-hosting, ma molti dei contenuti si applicano anche alla gestione affidata a un property manager.
Perché serve un contratto scritto
Molti accordi di co-hosting nascono in modo informale: un messaggio WhatsApp, un accordo verbale tra amici. Questo può funzionare finché tutto va bene, ma crea problemi enormi se qualcosa va storto: chi è responsabile se l'ospite reca danni? Chi deve pagare le sanzioni per un errore in Alloggiati Web? Come si divide un rimborso forzato?
Un contratto scritto protegge entrambe le parti e chiarisce le responsabilità prima che sorgano i problemi.
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Scopri GuestSuiteCosa deve contenere un contratto di co-hosting
1. Identificazione delle parti e dell'immobile
Dati completi del proprietario (nome, codice fiscale, indirizzo) e del co-host (stesse informazioni). Descrizione dell'immobile oggetto del contratto (indirizzo, CIN, piattaforme su cui viene pubblicato).
2. Durata del contratto
Specificare se il contratto è a tempo determinato (es. una stagione) o indeterminato con preavviso di recesso. Includere le condizioni di risoluzione anticipata e il preavviso richiesto (tipicamente 30-60 giorni).
3. Attività del co-host: cosa fa esattamente
Questa è la sezione più importante. Elenca in modo dettagliato le attività a carico del co-host:
- Gestione dell'annuncio (aggiornamento prezzi, disponibilità, risposta messaggi)
- Check-in e check-out degli ospiti
- Comunicazione ad Alloggiati Web
- Supervisione e coordinamento delle pulizie
- Gestione delle emergenze durante il soggiorno
- Ispezione dell'appartamento dopo ogni check-out
- Gestione di eventuali danni e deposito cauzionale
- Reportistica mensile al proprietario (prenotazioni, ricavi, spese)
4. Compenso e modalità di pagamento
Il compenso del co-host può essere strutturato in diversi modi:
- Percentuale sui ricavi netti:la formula più comune (tipicamente 10-25% a seconda dei servizi inclusi). Esempio: 15% sui ricavi netti dopo le commissioni di piattaforma e le spese di pulizia.
- Compenso fisso mensile:più prevedibile per entrambi, ma meno legato alle performance.
- Compenso per prenotazione: una tariffa fissa per ogni check-in gestito.
Specifica anche le modalità di pagamento (bonifico, PayPal, ecc.) e la scadenza mensile.
5. Spese a carico di chi
Chiarisci esplicitamente quali spese sono a carico del proprietario e quali del co-host:
- Costi di pulizia: a carico del proprietario (come rimborso) o inclusi nel compenso del co-host?
- Prodotti di consumo (detergenti, carta igienica, prodotti di cortesia): chi li acquista?
- Piccole manutenzioni sotto una certa soglia (es. sotto 50 euro): le gestisce il co-host?
- Abbonamenti a software di gestione (gestionale, pricing tool): chi paga?
6. Responsabilità e limitazioni
Definisci chiaramente chi è responsabile in caso di:
- Danni causati dagli ospiti
- Errori nella comunicazione ad Alloggiati Web
- Mancato rispetto delle scadenze burocratiche (tassa di soggiorno, ISTAT, ecc.)
- Overbooking non gestito correttamente
7. Riservatezza e trattamento dati
Il co-host accede a dati sensibili (documenti degli ospiti, dati di prenotazione, accessi al gestionale). Il contratto deve includere un obbligo di riservatezza e il rispetto del GDPR.
8. Clausola di non concorrenza
Opzionale ma consigliata: il co-host non può utilizzare le informazioni acquisite (lista contatti ospiti, tariffe, strategie) per avviare un'attività concorrente o portare via i clienti.
Serve la registrazione del contratto?
Per contratti di co-hosting informali tra privati, non c'è obbligo di registrazione. Tuttavia, se il co-host è un professionista con partita IVA, il contratto rientra nella normale documentazione di un rapporto di lavoro autonomo o di appalto di servizi. Consulta un commercialista per la corretta qualificazione fiscale del rapporto.
Per approfondire la gestione multi-appartamento, leggi anche la nostra guida su property management e affitti brevi e su come funziona il co-hosting su Airbnb.